Rossetto e Cioccolato

Negli ultimi anni il cibo e la cucina stanno spopolando davvero ovunque: sul web, in televisione, nell’editoria.

Da sempre però nella musica il cibo è stato utilizzato come metafora per descrivere in maniera originale situazioni di vita quotidiana, dando ai brani delle canzoni una forma interessante e mai banale.

E’ il caso di “Rossetto e Cioccolato” di Ornella Vanoni, dove i piaceri dell’amore e del sesso vengono paragonati alla preparazione di un dolce. In entrambi i casi per ottenere un risultato soddisfacente occorrono infatti le stesse indispensabili qualità: la pazienza, la dedizione, l’originalità e soprattutto la brama di assaporare il risultato: quindi il desiderio.

Ecco il testo della canzone, scritta e interpretata da quella birichina dell’Ornellona 😉

Rossetto e Cioccolato

Ci vuol passione
molta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuol farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco
si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento
le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre

Questa canzone è stata anche utilizzata per “Le conseguenze dell’amore”, un film di Sorrentino che consiglio caldamente. Il brano della Vanoni spiazza lo spettatore perché viene inserito, con tutta la sua ironia e leggerezza, in una delle scene maggiormente drammatiche del film, con il risultato di renderla grottesca e spaesante.

Ecco la scena (guardate tutto il film però se vi capita, l’accoppiata Sorrentino-Servillo non delude mai)

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